TECNOCRITICO

06 Aprile 2021 Etica e tecnologia
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Tecnocritici sono coloro che di fronte alla tecnologia hanno assunto un atteggiamento utile alla riflessione critica, aperto ad alternative tecnologiche e libero dai condizionamenti del pensiero unico dominante. La loro riflessione non è mai finalizzata a individuare gli aspetti negativi della tecnologia ma vuole coglierne le implicazioni sociali e culturali così come il potere di determinare nuovi rapporti tra genere umano, natura e società

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Da un punto di vista filosofico quando si parla di teoria critica si fa riferimento ad un ambito di pensiero intellettuale, finalizzato alla ricerca sociale, sviluppatosi con la Scuola di Francoforte e che ha visto elaborare riflessioni critiche sulla società di massa e il consumismo, la scienza, l'arte, la psicanalisi e la filosofia, l'economia e il capitalismo, le forme della politica e del potere istituzionale e politico, attraverso lo studio delle strutture produttive e della sfera sovrastrutturale della cultura dominante. Rappresentanti di questa scuola sono stati Theodor Adorno, Erich Fromm, Herbert Marcuse, Leo Lowenthal, Max Horkheimer e molti altri. Tutti gli sforzi sono rivolti a demistificare le visioni tradizionali o a falsificare quelle nuove come potenziali strumenti per la difesa dell'esistente, anche nelle sue trasfigurazioni future.

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Il tecnocriticismo si colloca nell'ambito della teoria critica ed è focalizzato sullo studio delle trasformazione tecnologiche e i loro effetti. I cambiamenti che interessano i tecnocritici sono quelli che si manifestano storicamente a livello personale e sociale, nelle attività di ricerca, di regolamentazione, di appropriazione economica  e di narrazione. La tecnologia non è separata dalla società in cui opera e la sua narrazione non è vista come lineare, deterministicamente progressista, necessariamente innovativa e finalizzata alla crescita.

I tecnocritici riflettono sulle pratiche tecnologiche personali e sociali nei loro aspetti e significati culturali e cognitivi, ne osservano criticamente usi e stili di vita, focalizzandosi su concetti ontologici quali la natura, l'essere umano, l'etica, la salute e il benessere. Il prodotto delle riflessioni dei tecnocritici è di tipo descrittivo e conoscitivo ma anche prescrittivo e finalizzato a suggerire nuove normative tecnoetiche, un utilizzo critico dei nuovi media, dell'ambiente e delle risorse, nuovi approcci alla ricerca tecnologica e scientifica in fatto di nanotecnologie, robotica e neuroscienza.

Tecnocritici sono coloro che di fronte alla tecnologia hanno assunto un atteggiamento utile alla riflessione critica, aperto ad alternative tecnologiche e libero dai condizionamenti del pensiero unico dominante. La loro riflessione non è mai finalizzata a individuare gli aspetti negativi della tecnologia ma vuole coglierne le implicazioni sociali e culturali così come il potere di determinare nuovi rapporti tra genere umano, natura e società 

Sono tecnocritici anche molti consumatori che, senza essere né tecnofili né tecnofobi, agiscono sul mercato senza mai rinunciare allo sviluppo di nuovo pensiero critico utile al loro processo decisionale di acquisto e consumo.  Mentre i tecnottimisti vogliono far conoscere i vantaggi della tecnologia e i tecnopessimisti quelli negativi, i tecnocritici assumono una posizione neutrale e senza pregiudizi in modo da poter analizzare e studiare la tecnologia e sviluppare una loro visione consapevole frutto di analisi razionale e pensiero critico.

Possono amare la tecnologia e acquistarne i prodotti, non la odiano e non rifuggono dal piacere di goderne i vantaggi e i benefici. Il loro rapporto con la tecnologia assomiglia a quello del consumo critico e consapevole che comporta la pratica di organizzare le proprie abitudini di acquisto e di consumo accordando le proprie preferenze a prodotti con determinati requisiti di qualità 

La scelta è sempre condizionata da una riflessione critica sulle finalità e la destinazione d’uso, sugli effetti che ne derivano, sulla sostenibilità e sull' effettiva utilità. Difficilmente il tecnocritico si cimenterebbe in azioni di boicottaggio, più facile invece che diventi dinamicamente attivo nel cercare di comprendere i nuovi fenomeni emergenti, di demistificarne gli aspetti marketing e puramente mediatici, così come la loro importanza, e nell’elaborare riflessioni e pensieri con l’obiettivo di trovare ragioni e motivazioni capaci di sostenere una scelta consapevole e coerente con la sua visione del mondo.

I tecnocritici intellettuali rientrano nella categoria degli antimodernisti, di coloro che esprimono critiche ai concetti di sviluppo e progresso e alle teorie che li sostengono. La critica si rivolge spesso allo sviluppo inteso come modernizzazione e alle sue derivazioni di tipo tecnologico, urbano, economico, di mercato, ecc. Nella loro visione la modernizzazione è nociva per gli esseri umani e per l’ambiente.

Sul piano politico e sociale la loro avversione si manifesta spesso in appelli alla tradizione, alla spiritualità, all’ambientalismo, all’estetica e al pacifismo. Della tecnologia criticano gli effetti negativi che possono avere ricadute pesanti in termini di nuovo paganesimo, distruzione dell’ambiente, sviluppo di nuovi armamenti, ecc. Tra i tecnocritici più famosi vanno annoverati Pio IX, Henry Thoreau, René Guénon, e il Mahatma Gandhi ma anche David Graeber (anarchico e antropologo tra i promotori di Occupy Wall Street), Ivan Illich (famoso per le sue critiche delle forme istituzionali in cui si esprime la società contemporanea), Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Ray Bradbury (autore di fantascienza high tech ma che non guidava un’auto ed era sempre alla ricerca del buio dietro le luci al neon) e Vandana Shiva. Sono tecnocritici anche autori e studiosi come Donna Haraway (vedi il mio libro Nei labirinti della tecnologia), Bruno Latour, Mark Poster, Marshall McLuhan, Martin Heidegger, Hannah Arendt, Walter Benjamin e Michel Foucault oltre al filosofo tecnocritico e tecnofobo Paul Virilio.

Tecnocritici sono i membri del collettivo e gruppo di ricerca Ippolita che da anni sviluppano pensiero critico sulle tecnologie della Rete con l'obiettivo di liberarla dai suoi attuali e potentissimi padroni e ristabilire la sua identità originaria, libertaria e democratica, gratuita e trasparente, partecipata e orizzontale. La loro riflessione più attuale è tutta rivolta a raccontare i nuovi strumenti tecnologici del Web 2.0 e dei media sociali come Facebook e i suoi numerosi fratelli. Lo hanno fatto con libri come La Rete è libera e dmocratica - Falso e Nell'acquario di Facebok - La resistibile ascesa dell'anarco capitalismo. Temi  oggetto di analisi sono gli impatti trasformativi delle tecnologie, il legame della tecnologa con il potere dei governi e dell'economia, la retorica che accompagna a da forma alla parte sociale e partecipativa della Rete, i modelli economici abilitati dalle nuove tecnologie e le loronarrazioni ideologiche, le tecnoburocrazie statali sempre più tecnologiche ma soprattutto corrotte e clientelari, le difficoltà della democrazia e l'inganno delle libertà delle nuove società tecnologiche libertarie ma senza diritti.

Tecnocritici sono anche autori come Jaron Lanier autore di La dignità ai tempi di Internet, Eli Pariser autore de Il Filtro, Douglas Rushkoff autore di Presente continuo - Quando tutto accade ora, Eugeny Morozov autore di Internet non salverà il mondo e Sherry Turkle autrice di Insieme ma soli.

Autore

Carlo Mazzucchelli

Dirigente d'azienda, filosofo e tecnologo, Carlo Mazzucchelli è il fondatore di SoloTablet, un progetto dedicato a una riflessione critica sulla tecnologia.

Esperto di marketing, comunicazione e management, ha operato in ruoli manageriali e dirigenziali in aziende italiane e multinazionali.

Focalizzato da sempre sull'innovazione ha implementato numerosi programmi finalizzati al cambiamento, a incrementare l'efficacia dell'attività commerciale, il valore del capitale relazionale dell'azienda e la fidelizzazione della clientela, attraverso tecnologie all'avanguardia e approcci innovativi. Giornalista e storyteller, autore di 16 ebook, formatore, oratore in meeting, seminari e convegni.

È esperto di Internet, social networking, ambienti collaborativi in rete e strumenti di analisi delle reti sociali.

Autore di 20 libri sulla tecnologia (Collana Technovisions Delos Digital)

 

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