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Intelligenze artificiali e colloqui di lavoro

Intelligenze artificiali e colloqui di lavoro

05 Febbraio 2019 Tecnologia e Human Resources
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Siete potenziali navigator? Pensate di avere skill, competenze e abilità adeguate a superare il percorso di selezione previsto dal decreto legge sul Reddito di cittadinanza? Nessun problema, in Italia la selezione dei navigator non prevede ancora l’utilizzo di Robot o Chatbot ma viaggia su canali tradizionali, nei quali probabilmente a fare la differenza saranno ancora le conoscenze (non quelle dei social!), le raccomandazioni e un po' di fortuna!

Mentre l’Italia si prepara a implementare il Reddito di cittadinanza con l’assunzione di migliaia di navigator, Chatbot e Robot stanno facendo il loro ingresso nelle aziende come strumenti di selezione del personale (secondo un’indagine Deloitte, nel 2017 il 33% delle aziende coinvolte ha dichiarato di usare qualche tipo di Intelligenza Artificiale per la selezione) determinando una piccola rivoluzione nei processi di automazione che sempre più caratterizzano la gestione delle risorse umane nelle aziende e nelle organizzazioni.

Macchine dotate di intelligenza artificiale (Intelligenza Artificiale: di cosa parliamo?) e capacità di apprendimento (machine learning) avranno un ruolo innovativo pesante nei prossimi anni a venire. Già da oggi per automatizzare (Lavoro, automazione e futuro), velocizzare e rendere meno costose le fasi della selezione del personale attraverso interviste ai candidati. Domani forse per prendere il controllo dell’intero processo selettivo. 

 

 

L'invasione dei Chatbot...

Le soluzioni disponibili sono già numerose. C’è Alorica, una piattaforma di Chatbot, usata da società come CareerBuilder, Facebook e altre aziende. Gestisce alcune fasi di selezione attraverso una APP Mobile che gli utenti possono usare per rispondere e interagire con le domande di Chatbot programmati per raccogliere informazioni su skill, esperienze di lavoro precedenti, salario desiderato ecc., in modo da poter individuare tutte le candidature inadeguate e con CV non rispondenti ai requisiti richiesti. Un altro Chatbot in uso è HireVue, disponibile come piattaforma video per interviste che non prevedono la partecipazione di un intervistatore umano (inutile vestirsi bene come si farebbe con una intervista Skype…) ma l’uso di una intelligenza artificiale capace di analizzare espressioni facciali e voce. Mya è un altro Chatbot creato da Mya Systems per condurre semplici interviste e raccogliere eventuali domande da inoltrare al cacciatore di teste o all’azienda. La lista potrebbe proseguire con Montage, TalentSonar, Entelo (usato per analizzare la presenza social del candidato), GECKO, Vera (il chatbot di una startup russa già usato da IKEA e l’Oreal), Matilda (un prototipo di chatbot sviluppato in Australia e capace di leggere le emozioni umane), JiboElliQ, e Pepper, ReplikaWoeBot, ecc. 

Il futuro del futuro è il presente 

Il futuro del futuro è il presente, diceva Marshall McLuhan. 

Il presente di Robot e Chatbot dotati di intelligenza artificiale, usati per le interviste nella selezione del personale, sono un’anticipazione di scenari futuri possibili. Scenari per alcuni potenzialmente distopici, per altri semplicemente adeguati alle nuove realtà future, ibridate e mediate tecnologicamente, anche nella nostra percezione delle stesse.

Ciò che ai candidati attuali potrebbe apparire come alienante e disumano, per gli umani cyborg del futuro sarà una pratica abituale da superare come quella che, nel film Blade Runner, vede impegnati i replicanti androidi che cercano di superare i test-intervista a cui vengono sottoposti da Rick Deckard.

 

Un numero crescente di aziende, per la selezione del proprio personale, da tempo utilizza queste nuove tecnologie per i processi di selezione del personale, usate per condurre interviste con nuovi candidati e trovare quelli più idonei. Questi strumenti sono probabilmente destinati a diffondersi rapidamente ma sollevano numerosi dubbi e problemi di tipo etico suggerendo a chi opera nella gestione delle risorse umane numerose domande e interrogativi. 

Ciò che sta emergendo merita molta attenzione da parte dei potenziali candidati ma in particolare degli operatori, siano essi cacciatori di teste, coach, counselor o semplici dipendenti HR aziendali. Nel pieno della trasformazione digitale, l’intelligenza artificiale si trova nella posizione di sostituirsi a persone in carne e ossa impegnate in attività cognitive e nell’erogazione di servizi, compresi quelli dei dipartimenti per la gestione delle risorse umane.

Nulla di sorprendente considerando gli investimenti fatti in progetti di automazione dei processi HR implementati nel tempo, ma paradossale considerando che la sofisticatezza delle nuove intelligenze artificiali rischia di trasformare in modo profondo e radicale la gestione delle risorse umane in azienda e il mercato del lavoro. Mettendo a rischio il posto di lavoro e la professionalità di coloro che hanno introdotto le intelligenze artificiali in azienda o nel processo di selezione del personale. 

Chi continua ad avere dei dubbi sulla capacità di Robot umanoidi (alla conquista anche degli spazi domestici: Robot domestici in marcia (en marche, anche senza gilet gialli) e Chatbot intelligenti di condurre un’intervista efficace deve mettersi il cuore in pace. Il futuro delle HR è digitale e continuerà a esserlo sempre di più. Meglio prepararsi all’interazione tecnologica definendo per tempo e con accuratezza le tattiche da adottare, le forme della comunicazione da praticare, le risposte da dare (meglio semplici e poco articolate) e quali parole chiave utilizzare. L’interazione sarà con algoritmi capaci di elaborare milioni di dati e produrre medie e statistiche sulle quali baseranno le loro valutazioni e scelte selettive. Lo faranno leggendo e analizzando i CV testuali così come le facce delle persone che si posizionano davanti a uno schermo per essere intervistate, permettendo così alle macchine di intercettare ogni minimo movimento facciale e mimico e capire le emozioni sottese a ogni risposta data. 

Così come i candidati, anche le direzioni di HR in azienda e la società di selezione del personale dovranno prepararsi a quella che è una nuova rivoluzione annunciata. Robot e Chatbot, nella loro fase attuale di evoluzione, possono favorire l’automazione e la semplificazione dei processi di selezione del personale. Facile prevedere però un loro ruolo crescente come strumenti decisionali che richiederanno, a cacciatori di teste e personale addetto alla selezione, di ripensare il loro ruolo e le loro attività. 

Un futuro popolato di Robot? 

Quarta rivoluzione, infosfera, industria 4.0, AI, IoT, ecc. tanti termini e concetti usati per raccontare un futuro emergente nel quale la tecnologia giocherà, nella sua componente software, un ruolo fondamentale non solo nel definire i nuovi scenari sociali, economici e politici, ma anche nel determinare le nuove fasi di evoluzione del genere umano. 

I nuovi scenari saranno abitati da migliaia/milioni di nuovi protagonisti. Non umani, ma dotati di intelligenza e abilità utili a svolgere attività solitamente prerogativa esclusiva degli esseri umani. In ambito HR già oggi sono impiegati Chatbot intelligenti, efficienti e specializzati, mai affaticati e neppure annoiati, capaci di apprendere, di capire il linguaggio naturale e fare delle scelte. La loro efficienza attuale non si sposa necessariamente con la qualità delle loro scelte ma in un futuro prossimo queste abilità saranno quasi sicuramente comparabili a quelle umane. Inoltre avranno il vantaggio di poter contare sulla disponibilità di miliardi di dati la cui elaborazione e analisi, nel caso fossero accessibili come lo sono alle macchine, non sarebbe mai possibile a un essere umano nello stesso frammento di tempo e con uguale accuratezza di dettagli. L’esperienza di queste macchine potrà essere facilmente trasferibile e condivisibile, cosa che non può esserlo senza problemi e intoppi tra umani. Infine potrebbero essere personalizzati in modo da costruire nel tempo relazioni intime e forti con singoli individui e attivando con loro conversazioni e dialoghi in modo da conoscerli a fondo. 

Nel giro di pochi anni assisteremo a un salto di qualità e di tipo quantico in ambito AI. Per molti ciò porterà alla sostituzione di persone in carne e ossa con robot e macchine intelligenti, Bot e Chatbot. In realtà lo scenario potrebbe essere diverso, con questi ultimi impegnati a collaborare con umani che nel frattempo hanno migliorato, con nuovi skill e nuove professionalità, la gestione della complessità che ogni processo di selezione del personale comporta. Complessità che le macchine difficilmente riusciranno a gestire se non in alcuni ambiti specializzati. 

L’arrivo delle macchine, o della singolarità per usare la terminologia amata dai tecno-entusiasti e transumanisti vari, pone grossi problemi di natura etica, ma questo è un argomento sul quale bisognerebbe affidarsi agli specialisti e ai filosofi….

 

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