A scuola con il tablet /

Buone pratiche frutto esclusivamente della passione, della creatività e dell’impegno di singoli docenti [6]

Buone pratiche frutto esclusivamente della passione, della creatività e dell’impegno di singoli docenti [6]

12 Settembre 2014 Redazione
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Se si vuole una scuola moderna e aggiornata bisogna essere pronti a mettere in discussione i paradigmi utilizzati finora, per preparare ragazzi ai quali la società richiede competenze molto diverse rispetto al passato e che bombarda sempre più i giovani con una quantità incredibile di stimolanti informazioni digitali. Ma niente paura, questo non vuol dire rinnegare tutto ciò che si è fatto sinora, semmai significa arricchirlo. Alla sesta intervista SoloTablet ha incontrato Roberta Martino.

Se sei un/a insegnante e vuoi contribuire alla iniziativa di SoloTablet puoi contattarci a questo indirizzo. Ti verranno inviate le domande utili a comporre l'intervista.

Per l'anno scolastico 2014 proponiamo a tutti gli inseganti  l'ebook 'Tablet a scuola: come cambia la didattica' scritto scritto da Carlo Mazzucchelli per la collana Technovisions di Delos Digital. Seguiteci anche attraverso la nostra rivista digitale Flipboard dedicata alla scuola.


 

Cosa pensa delle nuove tecnologie e che tipo di relazione intrattiene con esse nella sua vita individuale e professionale?

Nella mia vita di tutti i giorni  utilizzo lo smartphone e il tablet sempre più spesso per navigare in Internet e accedere a tutte le informazioni di cui ho bisogno. Per lavorare e preparare le mie lezioni uso  il computer portatile. A dire il vero sono sempre stata attratta dalle nuove tecnologie e dal loro utilizzo soprattutto nell’ambito professionale. Anche in tempi “non sospetti”, quando ancora non si era sentito parlare di LIM o di tablet  a scuola per intenderci, mi piaceva cimentarmi con il computer per preparare le mie lezioni. Preparavo presentazioni PowerPoint e utilizzavo spesso il laboratorio informatico con i miei studenti.

Nel 2013 è avvenuta per me una svolta professionale con la creazione del blog The Travelling Teachers. Il blog è nato esattamente un anno fa in seguito ad una esperienza di formazione relativa all’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica presso il Bell Teacher Campus di Cambridge.

E’ un blog in lingua inglese dedicato a studenti e docenti in cui vengono trattati argomenti culturali di vario genere con l’utilizzo di link, immagini, video, canzoni per rendere la lettura più dinamica, interattiva e divertente. Vengono utilizzati, inoltre, vari digital tools specifici per la didattica.

Fondamentalmente utilizzo il blog in due modi: in classe come alternativa alla lezione frontale (blended learning) oppure gli studenti lo consultano a casa per approfondimenti o ricerche e la lezione successiva viene dedicata all’applicazione pratica di ciò che hanno appreso autonomamente a casa (flipped learning).

Un maggiore utilizzo della tecnologia all’interno della classe sicuramente svolge un ruolo di  forte supporto alla lezione frontale. Nel secondo caso, poi, vengono stimolate soprattutto l’autonomia e la creatività degli studenti.

I docenti, d’altro canto,  possono utilizzare il blog per condividere i materiali proposti o apprendere informazioni sui nuovi strumenti digitali a disposizione della didattica. Un ruolo fondamentale, e spesso dimenticato o sottovalutato, dell’insegnante è quello di dedicarsi alla ricerca, all’innovazione metodologica e alla diffusione della documentazione educativa, quindi l’intento di questo blog è anche quello di favorire scambi di informazioni, esperienze e materiali didattici tra colleghi.

 

E’ favorevole all’introduzione di tablet e applicazioni mobili in aula?

Sicuramente sì.  Credo che possano essere molto utili se utilizzati come strumento per migliorare la didattica e l’apprendimento. Tutti i nuovi strumenti tecnologici possono stimolare la creatività degli studenti e renderli più consapevoli del proprio percorso di apprendimento. Inoltre un aumento dell’interesse e del coinvolgimento può consentire un maggiore impegno nello studio.

 

Secondo alcuni la scuola italiana è ricca di risorse, professionalità e competenze ma è mal organizzata e soprattutto incapace di sfruttare le nuove tecnologie. Lei cosa ne pensa? Quali potrebbero essere, secondo lei, le strategie e i programmi da implementare?

La scuola italiana è ricca di professionisti estremamente competenti che, però, il più delle volte restano nell’ombra.  A mio avviso non tutti i dirigenti sono in grado di comprendere, potenziare e ottimizzare le diverse competenze dei propri insegnanti. Troppo spesso manca la valorizzazione e la condivisione delle buone pratiche, il confronto continuo tra colleghi, una formazione sistematica degli insegnanti che consenta loro di mettere in pratica ogni giorno nelle proprie classi ciò che hanno appreso nei corsi di formazione e poi, ahimé, mancano i soldi necessari a dotare le scuole di adeguate strumentazioni.

Adesso, per esempio, pare che le LIM siano da considerare “passate di moda”, un investimento sbagliato poiché la maggior parte di esse è restata inutilizzata o è stata utilizzata male. Sì, è vero. Posso testimoniare che nella mia scuola eravamo in pochissimi ad usarle ma non mi è difficile comprenderne le motivazioni. I corsi di formazione sull’utilizzo delle lavagne multimediali sono stati spesso eccessivamente teorici e qualche collega già inizialmente scettico si è lasciato scoraggiare del tutto dopo i primi tentativi falliti a causa di problemi di connessione o problemi tecnici di vario genere che potevano essere risolti solo dopo giorni di attesa da personale esterno, non disponendo la scuola di un tecnico.

Le buone pratiche sono spesso frutto esclusivamente della passione, della creatività e dell’impegno di singoli docenti non sempre supportati dalle istituzioni e dalle politiche scolastiche.

 

Ha già sperimentato il tablet in classe? Ci potrebbe raccontare qual è stata la sua esperienza personale e didattica?

Mi ero riproposta di provare la didattica basata sul BYOD (bring your own device) l’anno scorso, non disponendo la mia scuola di tablet, ma mi sono dovuta fermare per motivi di ordine pratico: non tutti i ragazzi possedevano un tablet o uno smartphone, c’erano frequenti e fastidiosi problemi di connessione e ho dovuto fare i conti con lo scetticismo di qualche collega e genitore.  Ma non mi arrendo, in futuro ci riproverò.

Se ha sperimentato il tablet in classe ci può raccontare alcuni dei progetti realizzati?

Ho provato ad utilizzare Kahoot, una piattaforma blended learning di tipo collaborativo  basata sul gioco (game-based learning). Con questo tool è possibile creare dei quiz a cui gli studenti possono rispondere collettivamente in classe in maniera coinvolgente e divertente. Ma, come ho precedentemente spiegato, il progetto ha avuto vita breve. Tempo al tempo, tornerò all’attacco.

 

Come giudica le reazioni degli studenti?

Gli studenti in genere sono molto contenti di poter usufruire, anche per lo studio, di  strumenti tecnologici che appartengono al loro tempo. Inoltre, nel momento in cui si chiede ai ragazzi di utilizzare questi strumenti, si consente loro anche di capire alcuni aspetti etici e culturali relativi all’utilizzo della tecnologia.  Se si sceglie di adottare nella propria didattica strumenti informatici e digitali, al di là degli argomenti relativi alle singole discipline, sarebbe auspicabile introdurre concetti riguardanti la Netiquette e la sicurezza su Internet.

 

La tecnologia sta cambiando la scuola così come la vita delle persone. Effetti e risultati non sono facilmente prevedibili, soprattutto dal punto di vista cognitivo e dell’apprendimento di nuove conoscenze. Secondo lei quale futuro ci aspetta?

La rivoluzione è già cominciata anche se siamo ancora all’inizio. Pensiamo alle versioni digitali obbligatorie per i libri di testo, alle LIM che hanno invaso le nostre aule, al fatto che tutte le scuole hanno oggi un sito web. Questa rivoluzione porterà inevitabilmente a nuovi modelli di apprendimento più incentrati sulla figura dell’apprendente, gli studenti avranno anche in classe (fuori dalla scuola è già così) informazioni sempre aggiornate e a portata di mano grazie a tablet, telefonini e computer ma non dimentichiamo che la tecnologia è solo uno strumento: servono insegnanti capaci di mettersi in discussione, volenterosi di sperimentare e di innovare la propria didattica nell’ottica del  “lifelong learning”, l’apprendimento permanente.

Se si vuole una scuola moderna e aggiornata bisogna essere pronti a mettere in discussione i paradigmi utilizzati finora, per preparare ragazzi ai quali la società richiede competenze molto diverse rispetto al passato e che bombarda sempre più i giovani con una quantità incredibile di stimolanti informazioni digitali. Ma niente paura, questo non vuol dire rinnegare tutto ciò che si è fatto sinora, semmai significa arricchirlo.



 

Profilo professionale e didattico di Roberta Martino

Sono docente di lingua inglese presso la scuola secondaria di I grado “Michelangelo” di Bari dall’inizio di questo anno scolastico. Negli ultimi cinque anni ho insegnato presso l’Istituto Comprensivo “Losapio-S. F. Neri” di Gioia del Colle (Ba) dove sono stata responsabile del Dipartimento di Lingue.

In passato sono stata

  • Docente di inglese informatico in occasione di numerosi corsi finanziati dalla Regione Puglia rivolti a studenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche (tra cui personale docente).
  • Docente di lingua inglese in ambiente multimediale, in occasione dei corsi di “Alfabetizzazione Informatica e di Lingua Inglese” organizzati da “Italia Lavoro” nell’ambito del “Progetto IN”.
  • Docente e consulente didattico per l’insegnamento della lingua inglese, di uso comune e specialistico, presso strutture militari nell’ambito del progetto “Euroformazione Difesa” promosso dal Ministero della Difesa, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e sviluppato in collaborazione con il Ministero del Lavoro e la Microsoft. Per poter svolgere tale attività di docenza ho conseguito il titolo di “Language Adviser” (consulente linguistico per laboratori multimediali) presso il Cilta di Bologna.

Concorsi e borse di studio:

  • In seguito alla esperienza del progetto “Euroformazione Difesa” ho vinto una borsa di studio in occasione di un concorso nazionale indetto dal British Institutes di Foggia con un progetto dal titolo: “Autoapprendimento in un ambiente multimediale. Il nuovo ruolo dell’apprendente e la figura emergente dell’adviser. Sperimentazione nei laboratori Missile del progetto Euroformazione Difesa e ipotesi di un centro di autoapprendimento a Bari”.
  • Sono stata anche tra le cinque vincitrici (seconda classificata) di una borsa di studio in occasione del concorso nazionale “Premio Iantorno” indetto dalla casa editrice Zanichelli sull’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica della lingua inglese. La borsa di studio mi ha consentito di frequentare il corso di formazione per docenti “Using new technology in the classroom”, presso il Bell Teacher Campus di Cambridge, relativo all’ utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica delle lingue. In seguito alla frequenza di questo corso ho iniziato la mia attività di blogger con il blog The Travelling Teachers.

 

Contatti: robertamartino@libero.it, Google+, Linkedin, Facebook,Twitter

Blog: http://thetravellingteachers.blogspot.it/

The Travelling Teachers Facebook page

 


Per comunicare con noi e richiedere di essere intervistati scrivete a: c.mazzucchelli@libero.it , Cell. 3482511619, www.solotablet.it

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