INCERTEZZA

12 Aprile 2021 Etica e tecnologia
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incertézza [da incerto]. – Il fatto di essere incerto. Incertitudine. Per analogia smarrimento, esitazione, esitanza, sospensione, indugio, indecisione, irresolutezza, paura, timore, timidezza, forse, se ma, titubanza, oscillazione, tentennamento, tiremmolla, ritrosia, ansietà, oscillazione. Mancanza di certezza per quanto riguarda gli esiti che una cosa può avere. Stato più o meno passeggero di dubbio circa la verità di qualche cosa o i futuri sviluppi di una situazione.

[in·cer·téz·za]

È una parola che ha in sé una radice etica in grado di mettere in discussione la nostra anima e, nel contempo, l’intera società.

Oggi come non mai viviamo in un periodo in cui l’incertezza fa da padrona. Siamo esseri umani immersi in una realtà meravigliosamente complessa e profonda e individui incerti sui nostri divani, sui social, nell’ambiente di lavoro, in quella della sfera personali. Andando oltre, quindi, incertezza significa complessità del forse.  Il forse è una dimensione che ci avvolge nel presente, che ci ricorda un passato nostalgico tra le tortuose e nebbiose vie della memoria e che culla i nostri sogni futuri. Il forse è un luogo che abbiamo dentro di noi, una dimensione della nostra anima, un oltre che ci culla. Tale dimensione è però complessa. Trovo la complessità qualcosa di straordinario: essa confonde, ma dà continuamente la possibilità di ripensarsi, eliminare, creare, rinascere e ripartire. Non è sinonimo di difficile, incomprensibile, ma di apertura, di straordinario, di possibilità di sperare ancora, di esistere altrimenti, in più.

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La complessità del forse, l’incertezza che ci costituisce, è una dimensione da riscoprire perché è in essa che si genera vita, quindi pensiero e azione. Nell’incertezza scopriamo il valore di ognuno di noi. Come? Attraverso quel fonderci con quella complessità che vediamo nell’esterno e che capiamo è l’immagine anche delle nostre anime: la molteplicità ci contraddistingue, nessuno è una sola cosa. La molteplicità ci fornisce possibilità, speranze e angosce, ma paradossalmente ci fa sentire vivi. Attraverso dunque  quel cullare il forse che noi siamo e che la realtà è e vedere oltre esso. Incertezza è la chiave per tornare ad ascoltare la propria fragilità e ritrovare così la propria forza, identità e orizzonte.

Nella parola incertezza c’è paradossalmente la certezza di esistere: vacilliamo, ci disperiamo, sorridiamo, lavoriamo, ci stanchiamo, siamo forse viventi nella complessità dello scorrere delle nostre vite, che corrono in un tempo senza tempo, scandito da chat, videochiamate o da abbracci e sguardi inesauribili.

La complessità del forse, l’incertezza, ribaltando lo stesso termine, è l’unica che ci fa riappropriare del nostro essere e sentirci “certi”- “in”: ovvero dentro le nostre anime bisognose, dentro le nostre case di parole e sguardi, dentro la complessità e bellezza  dei nostri forse. Certi in noi di essere noi, fragili e potenti, complessi ma semplici, forse di sorrisi e lacrime.

Il problema della fiducia non risiede nell’incremento della certezza che non ci si sbaglierà mai o che gli altri saranno sempre all’altezza delle aspettative, ma nell’accettazione dell’incertezza, dei rischi, delle debolezze.” - Michela Marzano

Incertezza è quell’anima racchiusa tra le reti complesse di un forse, che deve tornare al suo significato etimologico, “for-sit” cioè “sia destino”, che apre le porte al ricordo del passato, al pensiero critico sul presente e al desiderio e al sogno del futuro.

L’incertezza è l’inaspettata speranza di un essere che, tramite essa, si riscopre “in”, ovvero dentro, “certo” della sua anima, un forse complesso, ma carico di sorrisi e passi di possibilità e di forza racchiusi nelle sue lacrime di fragilità.

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Autrice

Mi chiamo Nausica Manzi e sono nata scrivendo.

Sono laureata in Filosofia e Scienze Filosofiche: sin dal primo momento, in questa disciplina ho trovato qualcosa che mi somiglia e che mi appassiona continuamente. La filosofia è una disciplina che aiuta a conoscere la tua anima e le tue pieghe più nascoste, curandole.

Dopo la laurea magistrale, ho continuato i miei studi con un master in Consulenza filosofica ed antropologia esistenziale ed una specializzazione in Tutela europea dei diritti umani; sono infatti consulente filosofico ed anche mediatore civile.

Principalmente sono una scrittrice.

Vivo immersa tra la mia filosofia e il potere immenso delle parole e del pensiero, cercando con esse di rivoluzionare nel bene e reinventare la società in cui viviamo.

Considero la scrittura una potente e delicata arma. I miei primi libri sono un raccolta di racconti dal titolo “Cardiogrammi” e un saggio filosofico “Custode di esistenza”. 

I miei studi ed interessi sono da sempre focalizzati in particolare sull’etica, i diritti umani e la riattualizzazione e riscoperta del pensiero di un filosofo del novecento, Emmanuel Levinas.

Una mia intervista con ZONALOCALE.IT

 

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