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Elon Musk e le sue visioni del lavoro automatizzato e robotizzato

Elon Musk e le sue visioni del lavoro automatizzato e robotizzato

26 Agosto 2021 Redazione SoloTablet
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Segnaliamo un interessante articolo/approfondimento sulla proposta estiva di Elon Musk che ha presentato il progetto di un robot umanoide che debutterà in forma di prototipo "l'anno prossimo". Il Tesla Bot sfrutterà l'esperienza dell'azienda con le macchine automatizzate, e anche hardware e software saranno legati agli sviluppi del sistema Autopilot per l'assistenza alla guida. I robot saranno progettati per gestire "compiti non sicuri, ripetitivi o noiosi", si legge sul sito della società. "Penso che essenzialmente in futuro il lavoro fisico sarà una scelta, se vuoi farlo puoi", ha detto Musk introducendo il nuovo progetto durante l'evento 'AI Day' .

(L'rticolo è di Riccardo MaggioloFondatore del Progetto Job Club, pubblicato nel suo Blog su HuffingtonPost)


 

A Elon Musk non basta mai. Oramai schiavo del suo stesso personaggio – e del meccanismo economico-industriale che ha creato – il troll del capitalismo non può fare a meno di proporre a un ritmo sempre più serrato nuove idee e progetti. Non ha alternative, d’altronde. Tutta la sua storia imprenditoriale si basa sulla capacità di estrarre, detenere e sfruttare la risorsa oggi più preziosa del mondo: l’attenzione. E non importa se per farlo deve spararla sempre più grossa: l’importante che lui venga percepito come un genio che costruisce il futuro in modo da raccogliere nuovi capitali per sostenere le sue mille iniziative – di cui, a guardare bene, di vero successo economico sono davvero poche; o nessuna.

L’ultima trovata è il Tesla Bot: un automa costruito per gestire «compiti non sicuri, ripetitivi o noiosi» e che dovrebbe essere già pronto «l’anno prossimo». Ora: lasciamo perdere il fatto che, dopo clamorosi e chiacchieratissimi annunci, i progetti di Musk che sono arrivati almeno allo stato prototipale si contano sulle dita di una mano; tralasciamo che persino l’azienda di maggior successo di Musk – Tesla – da quasi vent’anni annuncia di essere oramai prossima alla guida autonoma e non ci è ancora arrivata neanche vicino; cerchiamo di non vedere l’enorme segnale d’allarme che tutto questo dà sulla salute del sistema economico-finanziario capitalistico; ignoriamo il fatto che oggi, nel mondo reale, non riusciamo nemmeno a produrre abbastanza automobili “tradizionali” perché non si trovano i microchip; approfittiamone invece per ragionare di lavoro e di futuro.

Da diversi anni si rincorrono rapporti più o meno autorevoli sull’impatto presente e futuro dell’automazione sul lavoro. Quelli che più facilmente hanno conquistato i titoli dei giornali preannunciavano scenari apocalittici per cui tra pochi anni circa la metà dei lavori sarà spazzata via dalle nuove tecnologie. Nel dibattito che si è generato, si possono distinguere due posizioni. Alcuni – pochi – ritengono che ci sia una sopravvalutazione delle reali capacità attuali e delle possibilità future di queste tecnologie; altri – molti – fanno notare che più volte in passato, dai luddisti in poi, c’è stato lo stesso tipo di allarme, e in realtà le persone non hanno smesso di lavorare: anzi, l’innovazione tecnologica ha portato alla nascita di nuovi lavori, in particolare tecnici e specialistici. Entrambe queste valutazioni però hanno dei difetti di prospettiva.

La prima obiezione, quella che ridimensiona le capacità delle tecnologie, ha un difetto di prospettiva futura, poiché rischia di sottovalutare la forza di una loro possibile crescita esponenziale. In effetti, gli avanzamenti tecnologici negli ultimi anni sono stati enormi: solo pochi anni fa comandare un computer con la voce sembrava cosa quasi impossibile, mentre oggi milioni di case hanno “assistenti domestici” ben capaci di comprendere ordini dei padroni di casa; fino a non molto tempo fa i testi scritti dalle intelligenze artificiali sembravano redatti da un bambino delle elementari, oggi alcune di queste – anche se sono spesso assai sopravvalutate - riescono a sostenere conversazioni profonde.

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