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La fatica della lettura in digitale

La fatica della lettura in digitale

22 Gennaio 2019 Redazione SoloTablet
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Si scrive tanto, anche a sproposito. Si legge sempre di meno, ma si naviga sempre. Si cinguetta più che dialogare. E soprattutto ci si lascia trascinare dalla sequenza binaria stimolo-risposta senza comprendere che sarebbe utile esercitare ogni tanto il pensiero critico, unico strumento capace di sostituire il dubbio alla semplice curiosità. In questo scenario la lettura è diventata strumento potente di comprensione di sé stessi e del mondo ma anche per formare il cervello delle nuove generazioni che verranno.

Dopo avere scritto il bellissimo libro Proust e il calamaro, Maryanne Wolf è ora nelle librerie italiane con un nuovo testo, Lettore vieni a casa, il cervello che legge in un mondo digitale. Anche in questo nuovo libro l’autrice richiama tutti a riflettere sui cambiamenti indotti nella vita delle persone dalle tecnologie digitali e in particolare nel loro modo di leggere. Il richiamo non è tanto e soltanto a leggere di più ma a porre attenzione ai cambiamenti che potrebbero prodursi nel cervello umano, in questa fase dell’evoluzione del genere umano, se non si leggesse. 

La neuroscienziata americana, ha fatto del tema della lettura il suo ambito di ricerca preferito così come una missione di vita. L’obiettivo dichiarato, a partire dalla considerazione che il nostro cervello non sia nato per leggere, è di richiamare l’attenzione a cosa si rischia di perdere in un’era dominata dalla lettura superficiale, veloce e sociale tipica dei mondi tecnologici. La perdita è identificata nella diminuita capacità di elaborare pensiero critico, nella maggiore difficoltà a dare libero sfogo all’immaginazione creativa, nell’aumentata insufficienza dell’introspezione personale, nella incapacità crescente a costruire e coltivare relazioni empatiche, frutto della capacità di assumere le prospettive e le emozioni degli altri. 

In un’epoca fatta di frequentazione assidua di piattaforme social e di scambi continui di messaggini, tutti sembrano scrivere e leggere più di quanto non si sia mai fatto prima. Non è detto però che una lettura fatta principalmente per comunicare e informarsi sia quello che ci serve per alimentare il nostro cervello permettendogli di imparare a leggere. Soprattutto serve a poco se non è accompagnata da un altro tipo di lettura, quella fatta in solitario, lontano dal brusio di fondo dei dispositivi e da quello più rumoroso dei social network. Una lettura che comporta approfondimento, attenzione, capacità di comprensione delle molteplici verità che ogni libro è in grado di comunicare. 

Come ha ben descritto nel suo precedente libro, nessuna persona nasce con un cervello abilitato alla lettura. Da neuro-scienziata la Wolf ha esplorato la neuro-plasticità del cervello umano, la sua adattabilità identificando quali sono i circuiti neuronali che si mettono in movimento ogni qualvolta incontrano una parola e scoprono o ricostruiscono i suoi significati. La stessa plasticità è in azione anche quando si naviga e si legge online, o quando si visualizza un’immagine Instagram o Pinterest. Una realtà pervasiva che cattura l’attenzione creando anche una profonda distrazione di massa. Distrazione dalla lettura sicuramente, ma anche dalla possibilità di comprenderne il ruolo e la differenza con quella digitale. 

Considerando il tempo passato online in media e la tipologia di attività svolte ogni persona consuma al giorno quasi 35GB di dati scorrendo attraverso quasi 100mila parole. Dati impossibili da equiparare a quelli ottenibili con la lettura di un libro o di un testo non digitale. Dati che stanno modificando e modificheranno sempre più un cervello umano, che potrebbe trarre vantaggio anche da una lettura non digitale o modi diversi di leggere in digitale.

 

A differenza di autori che hanno sposato la tecnofobia per mettere in guardia dagli effetti della tecnologia (Nicholas Carr con la sua Gabbia di vetro è uno di questi), Maryanne Wolf sceglie un approccio fatto di speranza e possibilità. La speranza è che si possa insegnare ai più giovani l’importanza della lettura, quale sia la differenza tra la lettura profonda, solitaria e non digitale con quella digitale. Più che un futuro fatto di minori lettori e di tanti naviganti digitali, l’autrice continua a credere che possa esistere un futuro fatto di persone capaci di andare avanti e indietro tra l'universo della lettura digitale e quello della lettura non digitale e profonda. 

Considerando che il futuro non è mai prevedibile, la Wolf si esercita nel compito di suggerire le azioni che potrebbero in qualche modo determinarlo. Servono alcuni interventi concreti, quali l’educazione, fin dalla più tenera età, alla lettura su materiali fisici, senza impedire l’uso di dispositivi digitali ma aggiungendoli nel tempo. E’ necessario che insegnanti e genitori acquisiscano maggior dimestichezza con gli strumenti tecnologici ma anche maggiore consapevolezza sulla loro capacità di catturare l’attenzione e provocare distrazione. La consapevolezza serve a comprendere l’importanza dell’affiancamento e il ruolo di guida da adottare nei confronti di bambini e adolescenti. Bisogna anche fare sforzi aggiuntivi per aiutare bambini dislessici e dare loro la stessa possibilità di scoprire la lettura. 

Il libro della Wolf è in forma di lettere a un potenziale lettore ed è ricco di citazioni da autori come Italo Calvino, John Dunne, Toni Morrison, Marcel Proust, Elie Wiesel e molti altri. Citazioni tutte centrate sull’importanza e sul ruolo della lettura e usate dalla Wolf per sottolineare quanto sia oggi importante la lettura e quanto sia altrettanto rilevante proteggerla. L’obiettivo finale sono la conoscenza, la riflessione critica, la capacità di focalizzarsi e di attenzione, l’empatia.


 

Sul tema della lettura SoloTablet ha pubblicato numerosi articoli, eccone alcuni:

 

 

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