FRAMMENTI

31 Luglio 2021 Antonio Fiorella
Antonio Fiorella
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Didattico, lineare, Ignasi Belda descrive il percorso dell'Intelligenza Artificiale sin dalle origini. Le pietre miliari sono rappresentate dall'operato di filosofi, matematici e studiosi del passato.

Fa risalire la preistoria della computazione all’antica Grecia con il sistema logico denominato sillogismo di Aristotele (384-322 a.C.); attribuisce a Ctesibio di Alessandria (285-222 a.C.) il merito di aver creato la clessidra idraulica superata in accuratezza solo nel secolo XVII dall’astronomo e fisico olandese Christiaan Huygens (1629-1695) inventore del pendolo. Via via si snodano i contributi scientifici di numerosi studiosi quali, per citarne alcuni, Isidoro de Sevilla (556-636) ecclesiastico canonizzato divenuto poi patrono di internet, Ramon Llull o Raimundo Lulio (1232-1316). Più recentemente troviamo i britannici George Boole (1815-1864) e Augustus De Morgan (1806-1871), Ada Lovelace (1815-1852) finché all’area informatica primitiva Alan Turing apportò il suo contributo sia sul piano teorico che pratico passando dalla criptoanalisi e intelligenza artificiale all’architettura della computazione. (Le date contano ed è bene osservare gli snodi degli accadimenti attraverso le  maglie della storia).

Il libro, scorrevole anche per un neofita, si proietta fino ai giorni di Obama presidente degli Stati Uniti d’America con i 1000 e passa milioni di dollari investiti dal Governo per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale per uso civile entro l’anno 2040 (non è dato estar al tanto sugli investimenti per uso militare). Su tutti e tutto aleggia senza essere mai citato il fantasma di Erasmo da Rotterdam(1466/69 - 1536) con l'Elogio della Follia, saggio scritto in latino nel 1509 che meriterebbe una trasposizione in chiave etica aggiornata alla modernità.

Dalla pubblicazione di On the origin of the species i pensatori - filosofi, teologi e scienziati - hanno affrontato numerosi salti di paradigma. Darwin ad illustrare che l’uomo non è il risultato di un disegno divino bensì dell’evoluzione; Sigmund Freud a rivelare che le nostre fobie non derivano da atti volontari ma sono frutto di qualcosa chiamato “subcosciente” che spesso condiziona il nostro raziocinio; Edwin Hubble a dimostrare al mondo che il sole e il nostro pianeta sono punti insignificanti dell’universo. Agitandoci in angusti anfratti non controlliamo né la nostra evoluzione, né le intemperie della materia data l’infinità dello spazio.

La genialità, l’estro di queste menti hanno tuttavia marcato a forti tinte le tappe della scienza e della tecnologia.

Tinto/rosso

Coloreado/tinto

Eppure da piccolissimi frammenti di questo variopinto universo possono scaturire momenti, attimi anch’essi piccoli ma significativi nella vita delle persone. E può accadere che questi momenti passino ad altri attraverso la condivisione di un libro con l’aggiunta di commenti e sottolineature. Anch’io assieme a chi mi ha preceduto nella lettura, per la singolarità della trama narrata, mi sono chiesto sino all’ultima pagina quanto fosse parto della fantasia dello scrittore e quanto fosse vita vissuta.

Salvatierra è il titolo del libro, autore Pedro Mairal, pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri.

La storia si svolge in un paese argentino al confine con l’Uruguay. E’ scritta con frasi che a volte sembrano tratteggi leggeri di un disegno a matita appena abbozzato e a volte fresche pennellate di un acquerello. Una esistenza trascorsa all’insegna della marginalità. Come in una pellicola di cinema muto domina il silenzio. Non solo perché il protagonista di riferimento è muto sin dall’infanzia a causa di una rovinosa caduta da cavallo, ma anche perché ormai deceduto, il figlio parla del padre rincorrendo ricordi e setacciando anticaglie tra le ragnatele.

Il capannone ricevuto in eredità dai due fratelli contiene una quantità inverosimile di rotoli dipinti da Salvatierra. Impossibilitato a esprimersi tramite la parola l’uomo aveva affidato alla pittura il racconto della propria esistenza. Una specie di autobiografia. La peculiarità della situazione è che le tele sono state dipinte con caparbia continuità durante l’arco di una vita intera. E tutti insieme i rotoli di tela formano una sequenza chilometrica di difficile gestione. Che farne? I due fratelli, srotolando i dipinti, setacciando i bauli, scoprono che ne manca uno specifico del 1961 sottratto a Salvatierra da un compagno di gioventù. Questione di debiti non saldati, di contrabbando e/o di gelosia? Il tentativo di recuperare l’opera per poi affidare l’intera collezione a un museo d’arte olandese li porta sulle orme di uno spaccato di vita che ignoravano. Scoperte sconcertanti alimentano a tratti la conflittualità fra i due fratelli desiderosi l’uno d’indagare a fondo e l’altro di abbandonare sotto strati di polvere un passato ormai remoto. Ripercorrere il cammino a ritroso, svelare l’occulto contribuirebbe soltanto a turbare la memoria che i viventi hanno dei morti. Né si apporterebbe beneficio alcuno alla già travagliata esistenza della generazione che ha sepolto i presunti padri.

Desconcierto/imbarazzo

Embarazo/gravidanza

Tertium non datur!

AF

Inteligencia artificial (De los circuitos a las màquinas pensantes), Ignasi Belda, RBA

Salvatierra, Pedro Mairal, Emecé Editores.

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